{"id":74,"date":"2025-06-30T16:38:55","date_gmt":"2025-06-30T16:38:55","guid":{"rendered":"https:\/\/sindacalmente.blog\/?p=74"},"modified":"2025-09-15T13:19:42","modified_gmt":"2025-09-15T13:19:42","slug":"lia-generativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sindacalmente.blog\/?p=74","title":{"rendered":"L&#8217;IA generativa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019IA generativa e relazioni sociali<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>L\u2019umanit\u00e0 corre il rischio che la vita virtuale finisca per appagare pi\u00f9 di quella reale<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Il primo passo significativo della tecnologia che entrava nelle relazioni umane fu ELIZA, il primo software di analisi del linguaggio umano che segn\u00f2 l&#8217;inizio dell&#8217;avventura tecnologica nel mondo cambiando il modo di relazionarci. Era il 1966 e Weizenbaum, un informatico del MIT di Boston, pubblic\u00f2 appunto ELIZA, un programma che simulava la conversazione con uno psicoterapeuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">La ricerca \u00e8 andata avanti e negli anni \u201990 c\u2019\u00e8 stata un\u2019altra tappa rilevante dell\u2019evoluzione tecnologica nel campo delle relazioni umane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Tutti ricordiamo il Tamagotchi. Quel giochino che in qualche modo richiedeva una \u201crelazione di affetto tra essere umano e robot\u201d lo scopo fondamentale dell\u2019animaletto virtuale era quello di instaurare una relazione affettiva con il suo possessore, non lo aiutava a svolgere alcuna attivit\u00e0 pratica e concreta, era semplicemente un surrogato tecnologico di cui prendersi cura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Questi gli esperimenti svolti dai primi degli anni \u201860 il cui sviluppo ha portato alle odierne chatGPT, un\u2019evoluzione inarrestabile della tecnologia e dell\u2019intelligenza artificiale nella sfera delle interazioni umane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Intelligenza artificiale e relazioni sociali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Quasi quotidianamente oggi abbiamo a che fare con chatbot o assistenti virtuali, in particolare quando cerchiamo delle informazioni o quando ci rivolgiamo a fornitori di beni e servizi, anche se riteniamo debbano ulteriormente affinarsi e fornire risposte pi\u00f9 immediate e pi\u00f9 complete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Ciononostante, quando le soluzioni ricevute rispondono correttamente alle nostre esigenze, ci danno una soddisfazione immediata di quel bisogno di informazione e ascolto senz\u2019altro piacevole, ma rischiamo in questo modo anche di sviluppare aspettative irrealistiche che dovrebbero piuttosto essere riservate alle relazioni umane. Si pone per\u00f2 un quesito: se il robot risponde perfettamente alle nostre esigenze, cosa succede quando una persona reale non riesce a farlo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Tutti noi sappiamo benissimo che i rapporti interpersonali richiedono fatica, quelle con un software invece non sono impegnative e non deludono mai in quanto esso risponder\u00e0 perfettamente ai nostri bisogni immediati forse come nessun soggetto umano potr\u00e0 fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Il software possiamo lasciarlo l\u00ec se siamo impegnati in altro e non si offender\u00e0. Quando torniamo sar\u00e0 pronto a proseguire la conversazione, senza serbare rancori. Se il nostro animale domestico fosse un essere robotico, potrebbe rimanere sempre il cucciolo che adoriamo e gratificarci continuamente, senza mai avere la necessit\u00e0 di essere accompagnato ai giardini pubblici per fare i propri bisogni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Per paradosso, se il nostro innamorato fosse robotico avremmo la certezza di essere sempre al centro del suo universo e non rischieremmo di essere traditi, anche se nel pluripremiato film \u201cHer\u201d (Lei) del 2013 il protagonista Joaquin Phoenix che intrattiene un\u2019intensa storia d\u2019amore con il sistema operativo \u201cOS 1\u201d, scopre sconsolato che Samantha, questo \u00e8 il nome attribuito all\u2019assistente virtuale, conversa abitualmente con altri 8.316 individui e ha cominciato ad amarne 641.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019intelligenza artificiale sta rivoluzionando le nostre relazioni sociali, offrendoci vantaggi e sfide, ma dobbiamo sempre ricordare che il fulcro nella nostra evoluzione personale e sociale \u00e8 costituito dalle relazioni umane con tutte le loro imperfezioni, le uniche che permettono e favoriscono la conquista della nostra soggettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019essere umano ha necessit\u00e0 di avere scambi relazionali e se questi non sono soddisfacenti nel mondo reale, c\u2019\u00e8 il pericolo che si rifugi in quello virtuale, scegliendo una vita certamente pi\u00f9 facile, anche se del tutto innaturale. L\u2019umanit\u00e0 corre cio\u00e8 il rischio che il cosiddetto \u201c\u00e8 meglio di niente\u201d rappresentato dalla dimensione virtuale possa diventare migliore di quella reale e si trasformarsi quindi nel \u201cmeglio in assoluto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019IA generativa e relazioni sociali L\u2019umanit\u00e0 corre il rischio che la vita virtuale finisca per appagare pi\u00f9 di quella reale Il primo passo significativo della tecnologia che entrava nelle relazioni umane fu ELIZA, il primo software di analisi del linguaggio umano che segn\u00f2 l&#8217;inizio dell&#8217;avventura tecnologica nel mondo cambiando il modo di relazionarci. 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