{"id":79,"date":"2025-09-02T12:24:27","date_gmt":"2025-09-02T12:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/sindacalmente.blog\/?p=79"},"modified":"2025-09-24T10:42:47","modified_gmt":"2025-09-24T10:42:47","slug":"liberta-professionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sindacalmente.blog\/?p=79","title":{"rendered":"Libert\u00e0 professionale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Libert\u00e0 professionale: riprendiamoci il nostro futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Negli ultimi dieci anni, noi agenti abbiamo fatto passi da gigante verso una maggiore libert\u00e0 professionale. Pensiamo al plurimandato e alle collaborazioni tra colleghi: mica poco! Per\u00f2, queste conquiste non sono un punto d&#8217;arrivo, ma un trampolino di lancio per spingere ancora di pi\u00f9 sulla nostra autonomia. Sono temi vitali, un po&#8217; complessi, certo, ma che decideranno il futuro stesso della nostra professione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Ma allora, perch\u00e9, nonostante tutte le buone intenzioni, molti di questi cambiamenti si sono incagliati proprio quando dovevamo rinnovare il nostro Accordo Nazionale Agenti (ANA)? Per capirlo, dobbiamo guardare oltre le apparenze. Diciamocelo chiaramente: l&#8217;ANIA, che rappresenta le compagnie, sta facendo di tutto per spingerci verso una sorta di parasubordinazione. Il loro obiettivo \u00e8 evidente: trasformarci in &#8220;tied agent&#8221; \u2013 in pratica, agenti collegati \u2013 e assorbire direttamente tutto ci\u00f2 che oggi rende noi agenti e le nostre strutture attivit\u00e0 indispensabili al servizio della collettivit\u00e0 e professionalmente evolute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il vero problema, il cuore della questione, il motivo per cui la trattativa sull&#8217;ANA \u00e8 bloccata. Non possiamo pi\u00f9 far finta di niente. Dobbiamo iniziare una riflessione seria e urgente per capire che strada prendere, e soprattutto per definire i nostri meccanismi di remunerazione e le dinamiche che le compagnie ci stanno imponendo. Perch\u00e9, se continuiamo cos\u00ec, rischiamo di perdere presto la nostra identit\u00e0 professionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Non sono solo supposizioni, credetemi. Le compagnie assicurative hanno investito ingenti risorse in tecnologia, con una strategia ben definita. Solo nel 2023, il settore assicurativo italiane ha destinato oltre 1,5 miliardi di euro a progetti innovativi, cifra che \u00e8 cresciuta a 2,2 miliardi di euro nel 2024, con un una quota stimata superiore all\u201980% di questi investimenti focalizzati sull\u2019intelligenza artificiale. Fino a poco tempo fa, noi agenti eravamo insostituibili per raccogliere informazioni e costruire quel rapporto di fiducia con il cliente. Oggi, per\u00f2, lo scenario sta cambiando a una velocit\u00e0 impressionante. \u00c8 interessante osservare come gli investimenti nella raccolta di dati attraverso canali come siti web, app, call center, reti di vendita dirette&#8230;stiano cambiando il modo in cui le compagnie di assicurazione si relazionano con i clienti. Secondo l\u2019osservatorio Insurtech del Politecnico di Milano (2023), gi\u00e0 oggi oltre il 35% delle prime interazioni con i clienti sia avvenuto proprio tramite questi canali. Questo consente loro di profilare il cliente e, in un futuro che \u00e8 gi\u00e0 presente, di saltare noi agenti e i nostri collaboratori in alcune fasi della gestione del rapporto, grazie all\u2019intelligenza artificiale che consente una profilazione pi\u00f9 accurata, la gestione automatizzata di sinistri e preventivi, e un servizio cliente sempre pi\u00f9 diretto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Un altro tema su cui le compagnie di assicurazione stanno concentrando i loro sforzi \u00e8 la riduzione delle provvigioni. Diverse indagini di mercato confermano questa tendenza:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Questa strategia mira a ottimizzare i costi, compromettendo per\u00f2 la marginalit\u00e0 degli intermediari e, di conseguenza, la nostra capacit\u00e0 di investire autonomamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Diverse analisi di mercato confermano questa tendenza. Uno studio di McKinsey &amp; Company del 2023 ha rilevato una diminuzione media del 5 -7% delle provvigioni negli ultimi tre anni in vari mercati europei, Italia inclusa. Questa contrazione \u00e8 spesso legata all&#8217;adozione di nuove tecnologie e canali di vendita diretti, che permettono alle Compagnie di abbattere i costi di distribuzione. A ci\u00f2 si aggiunge un&#8217;indagine ANIA del 2024, che ha evidenziato come circa il 55% degli agenti intervistati abbia riscontrato una riduzione delle proprie provvigioni nell&#8217;ultimo anno, con punte del 10-15% per alcune tipologie di polizze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Queste diminuzioni si traducono direttamente in una contrazione dei ricavi per le agenzie, che si trovano a fronteggiare costi fissi crescenti (affitto, personale, tecnologia) con entrate inferiori. La conseguenza immediata \u00e8 una limitata capacit\u00e0 di investimento. Secondo una ricerca IVASS del 2023, la riduzione dei margini ha costretto circa il 25% delle agenzie a rinviare o annullare investimenti in formazione del personale, aggiornamento tecnologico e ampliamento dell&#8217;offerta di servizi. Ci\u00f2 pu\u00f2 avere un impatto negativo sulla competitivit\u00e0 degli intermediari e sulla qualit\u00e0 del servizio che offriamo ai clienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Le Compagnie giustificano queste decisioni con la necessit\u00e0 di mantenere la competitivit\u00e0 in un mercato sempre pi\u00f9 dinamico e digitalizzato. Tuttavia, questa strategia incide direttamente sulla nostra redditivit\u00e0 e sulla sostenibilit\u00e0 delle nostre agenzie, minando la nostra autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Quindi, non possiamo parlare di vera autonomia quando accettiamo che la nostra remunerazione sia intrappolata in sistemi provvigionali poco chiari e complessi. La variabilit\u00e0 delle nostre entrate \u00e8 legata alle tipologie di contratto, a obiettivi di performance e\/o a specifici segmenti di mercato, li rende estremamente imprevedibili. Questa incertezza non solo influenza l&#8217;operativit\u00e0 quotidiana delle nostre agenzie, ma ne limita drasticamente la libert\u00e0 decisionale, impedendoci di agire sempre e solo nell&#8217;esclusivo interesse del cliente. Di fatto, questi meccanismi incentivanti spingono inevitabilmente verso rapporti etero-organizzati, trasformandoci in figure di dipendenza economica e gestionale dalle Compagnie mandanti. Non \u00e8 un caso: le Compagnie mirano sempre pi\u00f9 a posizionarci in una situazione simile a quella di un lavoratore parasubordinato, godendo cos\u00ec dei vantaggi di un controllo quasi totale senza gli oneri tipici del lavoro subordinato, godendo cos\u00ec dei vantaggi di un controllo quasi totale senza, per\u00f2, gli oneri tipici del lavoro subordinato. Questo modello remunerativo, adottato da quasi tutte le principali compagnie, si basa su obiettivi di produzione, sistemi provvigionali complessi e un forte controllo sui prodotti venduti. Questo ci porta a situazione sempre pi\u00f9 simile a quella di un collaboratore coordinato e continuativo, piuttosto che a quella di un vero imprenditore autonomo. Noi investiamo capitale, tempo e ci assumiamo dei rischi, ma la vera titolarit\u00e0 del portafoglio \u2013 il nostro patrimonio \u2013 resta nelle mani delle Compagnie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Le stesse piattaforme tecnologiche che ci vengono fornite dalle mandanti e che noi riteniamo di grande utilit\u00e0 hanno come obiettivo principale la standardizzazione e il controllo dei processi di vendita. L&#8217;idea \u00e8 quella di limitare la nostra libert\u00e0 decisionale e quella della nostra rete, e, cosa ancora pi\u00f9 preoccupante, di integrarci sempre di pi\u00f9 nella catena dei valori della compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Questi esempi, che ho riassunto, devono metterci in allerta. Se li sottovalutiamo, alla fine del percorso, rischiamo di perdere le &#8220;libert\u00e0 professionali&#8221; che abbiamo conquistato con tanto sacrificio, svuotandole di ogni significato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">La posta in gioco \u00e8 molto alta. Il nostro futuro \u00e8 incerto. Non possiamo permetterci di dipendere da decisioni altrui. La nostra attivit\u00e0, la nostra indipendenza economica, il valore del nostro lavoro, tutto \u00e8 in discussione. Fortunatamente, il gruppo dirigente nazionale dello SNA e la sua presidenza sono ben consapevoli di ci\u00f2 che stiamo rischiando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Libert\u00e0 professionale: riprendiamoci il nostro futuro Negli ultimi dieci anni, noi agenti abbiamo fatto passi da gigante verso una maggiore libert\u00e0 professionale. Pensiamo al plurimandato e alle collaborazioni tra colleghi: mica poco! 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